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venerdì 30 ottobre 2015

Andrea Infusino Quartet allo Showcase del Calabria Jazz Meeting

Sarà una tre giorni di musica con seminari, concerti, interventi e tanto altro la tre giorni che segna la seconda edizione del Calabria Jazz Meeting indetto dal Peperoncino Jazz Festival. L’evento, distribuito su 3 giornate – venerdì 30 ottobre, sabato 31 e domenica 1 novembre 2015-, si terrà a Palazzo del Trono di Cetraro (CS) e ospiterà musicisti locali e grandi artisti, tutti impegnati in attività artistiche volte consolidare un fermento culturale presente nel territorio e che viene così valorizzato.
Il gruppo jazz Andrea Infusino Quartet sarà presente allo showcase della prima giornata e presenterà il progetto e i brani originali composti da Andrea Infusino, chitarrista emergente di Cosenza, assieme ai colleghi musicisti Danilo Guido al Sax, Sasà Calabrese al Contrabbasso e Manolito Cortese alla Batteria.
Il programma delle 3 giorni di jazz sarà così composto:
SEMINARI ore 15-17
30-ott: Antonio Spaccarotella, Massimo Russo
31-ott: Gianfranco Menzella, Robertinho De Paula
1-nov: Dario Deidda
WORKSHOPS
30-ott: Luciano Vanni “Eventi a impatto zero” dalle ore 15:30
31-ott: “Gli stati generali del jazz in Calabria” dalle ore 17:00
MARCHIN BAND
30-ott: WIZDOM DRUM BAND ore 18
SHOWCASES30-ott: The Hoppers – Andrea Infusino Quartet, dalle ore 18:30
31-ott: Alessandro Guido “Elements” – De Paula > Blaiotta, dalle ore 18:30
1-nov: Russo > Mirabello “DOC2” – Alfredo Biondo Jazz Sextet
CONCERTI
30-ott: Premio Marco Tamburini, feat SMAF Quartet e Calabria Jazz Summit, dalle ore 21
31-ott: Soul Pain, dalle ore 21
DEE JAZZ SET
30-ott: Saro Costa
31-ott: Alex Perdido
Locandina del II Calabria Jazz Meeting
Locandina del II Calabria Jazz Meeting

giovedì 29 ottobre 2015

Maniglie Elesa: una gamma completa e ad alto contenuto tecnologico

Elesa, azienda leader nella progettazione di componenti standard per l'industria meccanica, è un punto di riferimento per la produzione e vendita di maniglie. Il catalogo presenta diverse tipologie di prodotto, tutte ad alto contenuto tecnologico. Tutti i componenti Elesa, tra cui le maniglie, assicurano prestazioni di alto livello anche nelle applicazioni che richiedono maggior affidabilità.

Mini ManiglieMonza, 29 ottobre 2015Elesa, azienda leader nella produzione di componenti standard per l'industria meccanica, offre alla propria clientela un'ampia gamma di maniglie, che vantano applicazioni nei settori più disparati. Versatilità, vasta scelta e possibilità di personalizzazione del prodotto costituiscono solo parte delle caratteristiche vincenti.

Le maniglie Elesa si distinguono in tre principali famiglie di prodotti: maniglie a ponte, maniglie da incasso e maniglioni tubolari. Grande punto di forza della linea consiste nell'offerta di componenti dalle svariate forme, dimensioni e materiali di produzione. Il catalogo comprende maniglie in alluminio, in tecnopolimero, in Duroplasto, in acciaio inox o acciaio cromato, con diverse finiture superficiali e tipologie di montaggio.

Grazie a questa ampia varietà è impossibile non trovare la maniglia adatta alle proprie esigenze. Elesa, come per tutti i suoi componenti, dedica grande attenzione alla fase di progettazione, per cui tutte le maniglie sono studiate nei minimi dettagli, affinché possano risultare di facile installazione, utilizzo e manutenzione.

Elesa non mira a offrire solo un prodotto funzionale, ma dedica grande attenzione anche al design. In particolare, per quanto riguarda le maniglie, ergonomia e linee si fondono in un connubio unico per dare vita alla massima comodità di utilizzo e a un'impugnatura salda. L'unione tra design e cura ergonomica sono aspetti che non passano inosservati. Elesa, a tal proposito, ha ricevuto diversi riconoscimenti dalle più prestigiose giurie di Design Industriale. Sicuramente quest'aspetto rende ancora più "speciali" e apprezzabili, questi componenti.

É possibile richiedere, per alcuni prodotti, versioni customizzate in base a esigenze specifiche. Le diverse soluzioni standard, disponibili a catalogo, possono essere richieste in diversi colori o personalizzate con scritte o logo tampografati oppure incisi al laser. Per visionare l'ampia gamma di maniglie, è possibile collegarsi al sito e navigare all'interno del catalogo per scegliere il modello più adatto alle proprie necessità.

Tra le ultime novità presentate dall'azienda figurano la maniglia con comando pneumatico EBR-PN, realizzata in tecnopolimero a base poliammidica (PA) rinforzato fibra vetro. Questo componente fa parte della famiglia delle maniglie a ponte. In particolare la maniglia EBR-PN si caratterizza per il design originale Elesa, derivante dalla pluripiremiata maniglia a ponte EBP, ed è disponibile nel colore grigio-nero.

La maniglia è dotata di un pulsante, anch'esso realizzato in tecnopolimero, disponibile nel colore azzurro brillante. Le calottine sono presenti già montate, ma removibili con un cacciavite, e sono anche esse realizzate in tecnopolimero. La maniglia EBR-PN è resistente a solventi e ad altre sostanze che possono corrodere il materiale, come oli, grassi e altri agenti chimici, a garanzia di un'applicazione anche in contesti difficili dove è possibile entrare in contatto con tali sostante.

Un'altra novità presente a catalogo sono le maniglie della serie MFH. Queste mini maniglie, realizzate in tecnopolimero in colore nero, grigio, rosso, arancio, bianco - simile a RAL 9002 - o in tecnopolimero cromato, sono ideali per tutte quelle applicazioni che richiedono l'uso di maniglie dalle dimensioni contenute, ma che assicurino allo stesso tempo comodità di impiego e resistenza.

Un altro segmento di gamma sulla quale l'azienda monzese sta puntando è quella delle maniglie da incasso. Diversi modelli, dimensioni, materiali di produzione e finiture superficiali permettono una perfetta integrazione di queste maniglie sulle macchine e attrezzature alle quali sono destinate.

Citiamo la maniglia MPR. maniglia ripiegabile da incasso con richiamo a molla premiata lo scorso febbraio dalla nota giuria IF di Hannover per il Design Industriale. Realizzata in tecnopolimero nero con finitura mat, assicura il richiamo in posizione di riposo della maniglia tramite due molle in acciaio INOX AISI 302, offrendo così all'operatore la possibilità di lavorare in un ambiente sicuro e libero da sporgenze che potrebbero rappresentare un elemento di pericolo.

Tra le "ever green" di Elesa per forma e dimensioni disponibili, segnaliamo le maniglie ad arco. In particolare, questa famiglia si caratterizza per la grande ricercatezza nei materiali di produzione e l'elevata cura delle superfici. Maniglie in alluminio con finitura naturale, anodizzata oppure con rivestimento in resina epossidica. Completano la selezione dei materiali anche l'acciaio INOX o acciaio cromato. La gamma propone anche diverse sezioni (ovale o piatta) sempre in alluminio o in acciaio.

Inoltre, sul sito www.elesa.com è possibile scaricare dei file in pdf con tutte le specifiche riguardanti le maniglie citate e scoprire le altre novità presenti in catalogo, oppure visionare le maniglie per cui Elesa è nota sul mercato da anni. In questo modo, tutti gli utenti interessati ai prodotti dell'azienda monzese potranno reperire importanti informazioni circa il prodotto e le varianti a disposizione.

L'affidabilità dei componenti per l'industria meccanica di Elesa è ormai nota. La Società esporta i propri prodotti in tutto il mondo. Prodotti che sono apprezzati per la loro versatilità d'impiego e le prestazioni di alto livello. Infine, Elesa si conferma un punto di riferimento per tutti coloro che desiderano acquistare maniglie elaborate con materiali di qualità, resistenti, adattabili anche alle condizioni d'uso più gravose.

martedì 27 ottobre 2015

Prestiti: calano del 21% in un anno gli importi medi richiesti

Prosegue, nonostante la ripresa della domanda di prestiti personali, la contrazione degli importi richiesti dai privati: secondo l’Osservatorio sul credito al consumo di Prestiti.it (http://www.prestiti.it) e Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) le cifre medie sono calate ancora del 7% in sei mesi e del 21% in un anno. L’importo che si cerca di ottenere ammonta a poco più di 10.000 euro, contro i 13.000 di ottobre 2014.
Dall’analisi di circa 40 mila domande di prestito presentate nel periodo compreso tra aprile e settembre 2015 emerge un profilo di richiedente non dissimile da quello della precedente rilevazione. Chi firma la domanda è un uomo – 72% del campione esaminato – ha 42 anni (uno in più di un anno fa) e vorrebbe ricevere 10.200 euro, da restituire contando su uno stipendio di circa 1.500 euro mensili e in un lasso temporale pari a 64 mesi.  
Capitolo finalità: è sempre il bisogno di ottenere liquidità da gestire in autonomia la motivazione più ricorrente in fase di preventivo; rientra in questo caso il 28% delle richieste. Seguono, a distanza, le due finalità che, nel corso degli ultimi sei mesi, sono cresciute maggiormente: l’acquisto di auto usate (20,4% del totale contro il 18,2% del semestre scorso) e la ristrutturazione di immobili (14,6%, che dopo la leggera flessione del semestre precedente torna ai livelli di un anno fa trainata da incentivi e bonus offerti dallo Stato). In calo tutte le altre motivazioni più ricorrenti: consolidamento debiti (scelto dal 12,7% del totale), arredamento (7,35%) e acquisto di auto nuova (4,4%).
Si conferma il divario tra uomini e donne, tanto in termini di importo richiesto quanto per lo stipendio a disposizione per restituirlo: non solo le donne ricorrono in misura minore ai finanziamenti personali, ma puntano a somme più basse (9.500 contro 10.600 euro) che vogliono rimborsare contando su uno stipendio di 1.300 euro, contro i 1.600 euro degli uomini. Il 32% del campione femminile punta ad ottenere liquidità, ed è poco interessato alle quattro ruote (15,5% vs 22,7% di richieste di prestito per auto usate).
Il calo degli importi medi richiesti è abbastanza omogeneo su tutto il territorio nazionale, anche se spiccano alcune regioni che hanno visto una contrazione più forte rispetto un anno fa: le somme richieste in Sicilia e Calabria sono scese del 28%, in Sardegna del 25%. In termini generali, gli importi più cospicui sono stati richiesti in Abruzzo (11.900 euro) e Trentino Alto Adige (11.700 euro).

Assoluta uniformità di comportamento per quel che riguarda la durata (oscilla tra 63 e 67 mesi) e per lo stipendio con cui si intende ripagare il finanziamento: in tutte le regioni si aggira tra i 1.400 e i 1.600 euro. 

mercoledì 21 ottobre 2015

Il Comune di Padova affida a Wellnet il restyling del sito web

L'agenzia milanese firma il nuovo sito del comune veneto, nel rispetto delle linee guida per i siti web della PA.

Restyling del sito by WellnetE' online il nuovo www.padovanet.it, sito del comune di Padova, terzo comune della regione Veneto per popolazione ed il più densamente popolato e dal 1222 sede di una prestigiosa università che si colloca fra le più antiche del mondo
E' per questo che ha deciso di aggiornare il proprio sito istituzionale per offrire migliori servizi alla cittadinanza, rendendo la grafica del sito ottimizzata anche per la visualizzazione sui dispositivi mobile.

Il comune si è affidato a Drupal, soluzione Open Source, ed all'azienda specializzata in questa tecnologia web, Wellnet

“Il web non è solo informazione o intrattenimento, ma anche servizio pubblico.” – commenta Pierluigi Marciano, Direttore di WELLNET“Una piattaforma come Drupal unita all'esperienza della nostra realtà, che da oltre 10 anni fornisce ad imprese e PA soluzioni web, ha permesso che il nuovo Padovanet più che un sito web fosse una rete di aggregazione e di condivisione.”

Il restyling ha comportato, fra l’altro, il potenziamento della funzione di ricerca, quella degli eventi ed un workflow compliant PA per la pubblicazione dei contenuti.

Wellnet, nasce a Milano nel 2005, è Acquia Partner, Google Partner ed è riconosciuta a livello nazionale ed internazionale per la realizzazione di portali con CMS altamente dinamici e per la formazione in ambito Drupal.
Oggi l’agenzia conta la collaborazione costante di sviluppatori certificati Acquia e persone specializzate in creatività, media e corporate identity.

Per contatti:
WELLNET S.r.l. - Ufficio Stampa
E-mail: press@wellnet.it
Tel.: 02-87.39.86.38
www.wellnet.it
Twitter: @wellnet

venerdì 16 ottobre 2015

Senza Imu sulle prime case l’Italia potrebbe diventare il Paese ideale dove comprare… un castello

Se le promesse del Governo Renzi dovessero diventare realtà e l’Imu sulle prime case venisse abolita del tutto, l’Italia diventerebbe il luogo ideale per chi sogna di vivere in un castello grazie al totale azzeramento di ogni imposta di proprietà. LuxuryEstate.com (www.luxuryestate.com), portale dedicato agli immobili di lusso e partner di Immobiliare.it, ha analizzato la pressione fiscale che grava sui castelli in alcune delle principali nazioni europee (Spagna, Regno Unito, Francia e Germania) confrontandola con lo scenario che va delineandosi nel nostro Paese.
In Italia i castelli rientrano nella categoria catastale A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici) e, stando alla possibile riforma in vista, saranno quelli che più di ogni altro immobile beneficeranno di consistenti tagli fiscali; se registrati come residenza principale del proprietario, si parla di circa 1.800 euro l’anno di riduzione sulle imposte. Ad oggi la tassa è ancora in vigore e chi acquista un castello come prima casa non può beneficiare degli sgravi fiscali ai fini dell’Iva. Se finora gli alti costi di manutenzione e la pressione fiscale hanno spinto le famiglie proprietarie a valutare seriamente opportunità di vendita ad acquirenti stranieri (al momento i principali interessati), con il taglio delle tasse, questa tendenza potrebbe invertirsi e il numero delle vendite ridursi.
La situazione fiscale è diversa per i castelli del Regno Unito, dove è più comune vengano questi utilizzati come abitazioni, essendo anche presenti in maggior numero e su tutto il territorio. Per i costi di mantenimento, esistono delle società che aiutano i proprietari a sostenere le spese purché aprano al pubblico una parte delle loro dimore di interesse storico. Ma comprare un castello nel Regno Unito non è un’impresa accessibile a tutti, dato che per gli acquirenti stranieri sono previste diverse imposte aggiuntive e la pressione fiscale su questo tipo di immobili non sembra tendere al ribasso, anzi: in Scozia, per esempio, la Land and Buildings Transaction Tax è salita da poco dal 7% al 12%.
Potrebbe essere più fortunato, invece, chi decide di comprare un castello in Spagna: qui, se il comune in cui si trova l’immobile riconosce il suo valore e lo dichiara monumento storico di interesse culturale, scatta l’abolizione della tassa di proprietà. Dall’analisi del portale, però, è risultato che molti dei castelli in vendita sul territorio spagnolo necessitano di importanti interventi di ristrutturazione. 
Cambia del tutto la situazione in Francia, dove non esiste la categoria immobiliare “chateau” e, di conseguenza, i castelli sono equiparati a tutti gli altri immobili, portando i proprietari a spendere mediamente tra i 4.500 e gli 8.500 euro l’anno.
La Germania riserva una pressione fiscale più ridotta a chi decide di vivere in uno dei meravigliosi castelli che si trovano sul suo territorio; qui le tasse sulla proprietà oscillano tra il 3,5% e il 5% del valore dell’immobile. Se, però, il castello viene acquistato per uso privato, si applica un’IVA sulla compravendita pari al 19%. L’unico vantaggio, vista l’età dei castelli tedeschi, è l’esenzione dall’obbligo di redigere un certificato sulla prestazione energetica della dimora.
Paese che vai…castello che trovi
I prezzi dei castelli subiscono, chiaramente, delle forti oscillazioni sulla base delle loro dimensioni ma anche e soprattutto dello stato di conservazione. In ogni caso, si parla di cifre che partono dal milione fino ad arrivare a 15-20 milioni di euro.
In Italia, Spagna e Regno Unito questo tipo di dimore è diffuso più o meno su tutto il territorio nazionale - va detto che, per l’Italia, Toscana e Umbria rimangono le regioni con la più alta offerta di castelli in vendita; mentre in Germania e Francia si concentrano solo in alcune aree.
Durante l’analisi effettuata da LuxuryEstate.com, in collaborazione con Immobiliare.it, sono emerse alcune differenze estetiche tra i castelli europei. Nel Regno Unito, essendo più comune la vita in un castello, si trovano soluzioni di design moderne e gli interni, dalle immagini, appaiono di gran lunga più vissuti che altrove.
In Germania la maggior parte dei castelli ancora in piedi è di tipo asburgico, quindi molto riconoscibile, mentre in Italia vantiamo una varietà piuttosto ampia: dalle antiche torri merlate alle dimore ottocentesche, più simili a palazzi e spesso inglobati nei centri urbani.
Dalle immagini a corredo degli annunci è sempre molto facile intuire il Paese in cui si trova il castello: armature, pesanti mobili in legno e colori scuri portano subito alla Spagna, dove rimane forte l’impronta classica; giardini ed enormi spazi esterni sono invece tipici dei castelli francesi.

Ricche tappezzerie e arredi austeri sono riconoscibili nella maggior parte degli annunci in Germania, mentre in Italia emerge la tendenza a lasciare intatte pareti con pietre a vista. Nel Regno Unito la modernizzazione la fa da padrona, nonostante i camini originali rimangano al centro di molte soluzioni abitative.

martedì 13 ottobre 2015

RC Auto: la dematerializzazione del tagliando farà risparmiare più di 100 milioni di euro

Mancano pochi giorni all’entrata in vigore del contrassegno elettronico per l’RC auto: secondo i calcoli di Facile.it, principale comparatore italiano del settore, questo porterà alle compagnie assicurative un risparmio sui costi operativi di circa 100 milioni di euro. Dal taglio potrebbe derivare un’ulteriore discesa dei premi pagati dagli automobilisti, trend costante nell’ultimo anno. Secondo i numeri del periodico Osservatorio RC Auto di Facile.it (http://www.facile.it/assicurazioni.html) e Assicurazione.it, a settembre 2015 il costo medio di una polizza auto è stato pari a 511,44 euro: l’11,18% in meno di sei mesi fa e addirittura il 20,55% in meno rispetto a settembre 2014.
«Se si considerano i soli costi che ogni compagnia non dovrà più sostenere per stampa e spedizione dei tagliandi – ha dichiarato Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di www.facile.it la riduzione che ne consegue oscilla tra i 2 e i 3 euro a polizza; moltiplicando questo dato per il numero di contratti attivi in Italia per il solo settore auto, si arriva ad una cifra decisamente importante. Visto il trend di calo già in essere dei premi e la maggiore dimestichezza degli assicurati con gli strumenti di confronto, è ragionevole ipotizzare che queste risorse verranno reimpiegate dalle compagnie, almeno in buona parte, per attirare i clienti con tariffe sempre più vantaggiose».
Le variazioni regionali
Stando ai dati emersi dallo studio effettuato dal portale e consultabile al link http://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html la regione che da settembre 2014 a settembre 2015 ha visto scendere maggiormente i premi RC auto è la Campania: qui la riduzione è stata pari al 39,27%, con un premio medio di 801,72 euro, comunque ancora il più alto d’Italia in termini assoluti. Alle sue spalle per il calo dei prezzi si trova la Puglia, con una riduzione del 33,15% e un premio medio di 629 euro (il terzo più caro del Paese). Se invece guardiamo all’importo delle polizze, la seconda regione con i prezzi più cari per assicurare l’auto è la Calabria dove, nonostante un calo annuale del 27,75%, si è registrata una media di 646,04 euro.
Le regioni in cui, di contro, assicurare i veicoli costa di meno sono risultate la Valle d’Aosta - dove a fronte di un calo annuale del 20,62% si paga un premio medio di 333,67 euro - il Friuli Venezia Giulia (calo annuale del 23,04% e premio pari a 352,76 euro) e il Trentino Alto Adige (calo annuale del 21,47% e premio pari a 362,96 euro).
Le riduzioni minori di prezzo si sono registrate invece in Molise (in decisa controtendenza, con appena un -8,47% e un premio medio di 480,11 euro), Basilicata (-13,34% e premio medio pari a 472,67 euro) e Abruzzo (-13,56% e 489,03 euro pagati in media per ciascuna polizza).

«La scelta di introdurre il tagliando elettronico - continua Mauro Giacobbe - mira a ridurre il numero dei veicoli circolanti senza assicurazione, dato che i controlli saranno effettuati direttamente sulla targa. Oltre che al risparmio economico immediato che abbiamo quantificato, un effetto di lungo periodo sarà la maggior tutela dei cittadini più onesti e la limitazione dei casi di incidenti in cui vengono coinvolte auto senza copertura».

giovedì 8 ottobre 2015

L’autunno caldo di Benny Càmaro

L'autunno del dj producer Benny Càmaro (www.facebook.com/bennycamaromoschini) è davvero caldo. Ci sono tante, tantissime produzioni: "Push it back" (Jango Music) ha raggiunto la 72esima posizione nella Top 100 House di Beatport ed è stata supportata da Leandro Da Silva su m2o all'interno del suo programma Hashtag. "It Feels Like", prodotta con Luca Debonaire ed uscita su Pornostar Records ha raggiunto la 52esima posizione nella Top 100 House di Beatport e tanti, tantissimi dj hanno supportato la traccia, tra i tanti Erick Morillo. Tutto qui? Senz'altro no. "Voodoo Sax" (Tactical Records) ha superato gli 8000 Shazam… e tra le nuove uscite prodotte da Benny Càmaro ad ottobre ci sono: Gigi de Martino & Benny Camaro - First Lady su  Bouce Recording, Benny Camaro - Violation 11 ottobre (in esclusiva su Traxsource), su Discoballs Records, Benny Camaro - Synch Me, che esce il 28 ottobre su Dubphonedzie Records ed infine Luke DB & Benny Camaro - Something Inside 30 ottobre (Big Mama House Records).